In evidenza

  • La Siria accusa arabi e occidentali: sono responsabili della caduta di Palmira

    La Siria afferma che la responsabilità della caduta di Palmira nelle mani dell’Isis e le atrocità commesse in questa città sono da addossare ai Paesi che «sostengono le organizzazioni terroristiche», tra i quali Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Israele e «alcuni Paesi occidentali». È quanto si legge in una lettera inviata dal ministero degli Esteri di Damasco al Consiglio di Sicurezza e al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. Tra i gruppi terroristi, la Siria inserisce anche l’Esercito libero siriano (Els). Oltre all’Isis e all’Esl, Damasco cita anche il Fronte al Nusra, la branca siriana di Al […]


  • Nasrallah: sempre più con Assad

    Il leader degli Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha affermato che la regione si trova di fronte a “un pericolo che non ha precedenti” (i gruppi integralisti) e ha promesso che i suoi uomini aumenteranno il loro coinvolgimento nella guerra civile in Siria in appoggio ai governativi di Bashar al Assad. Nel corso di una cerimonia per celebrare il 15mo anniversario del ritiro di Israele dal sud del Libano, Nasrallah ha promesso guerra ai gruppi estremisti sunniti, all’Isis e ad al Qaida. Nasrallah, che parlava da un luogo segreto da uno schermo gigante, ha spiegato che tutti […]


  • Libano: il generale Portolano incontra i vertici della magistratura

    La cooperazione tra il sitema giudiziario libanese e la missione Unifil rappresenta una delle condizioni fondamentali per assicurare il mantenimento della pace e la stabilità del Libano. È quanto è stato sottolineato in un incontro a Beirut tra il il generale Luciano Portolano, capo della forza dell’Onu di interposizione al confine con Israele, e le più alte cariche del sistema giudiziario libanese, tra cui Jean Fahed, Presidente del Consiglio supremo della magistratura. Il Generale Portolano in particolare ha sottolineato come la piena attuazione del mandato della risoluzione 1701 può trovare compimento solo nel rispetto delle […]


  • Il Centro Italo Arabo Assadakah e la Rivista Spondasud con Intissar Masri e Alessia Lai partecipano alla manifestazione di protesta contro i bombardamenti dell’Arabia Saudita nello Yemen


  • Armenpress pubblica il comunicato stampa di Assadakah sul Genocidio Armeno: no all’ingerenza della Turchia


  • Comunicato Stampa. Assadakah: la posizione della Turchia nei confronti dell’Armenia è grave, non può entrare in Europa

    Le parole del Papa squarciano il silenzio sul genocidio armeno. La posizione della Turchia è grave, non può entrare in Europa. Il nostro libro con le interviste ai sopravvissuti sarà donato a Bergoglio. Roma, li 13 aprile 2015 – Il Centro Italo Arabo Assadakah esprime soddisfazione per le importanti parole del Santo Padre che ha definito lo sterminio del popolo armeno, per mano del governo dei giovani turchi, il “primo genocidio del XX secolo”. Sono parole importanti che, dopo quelle di Giovanni Paolo II, frantumano il muro dell’indifferenza e di silenzio che per troppo tempo […]


  • Comunicato Stampa. Assadakah: la posizione della Turchia nei confronti dell’Armenia è grave, non può entrare in Europa

    Le parole del Papa squarciano il silenzio sul genocidio armeno. La posizione della Turchia è grave, non può entrare in Europa. Il nostro libro con le interviste ai sopravvissuti sarà donato a Bergoglio.

    Roma, li 13 aprile 2015 – Il Centro Italo Arabo Assadakah esprime soddisfazione per le importanti parole del Santo Padre che ha definito lo sterminio del popolo armeno, per mano del governo dei giovani turchi, il “primo genocidio del XX secolo”. Sono parole importanti che, dopo quelle di Giovanni Paolo II, frantumano il muro dell’indifferenza e di silenzio che per troppo tempo ha caratterizzato questa tragedia.
    Come Centro Italo Arabo abbiamo chiesto alle Nazioni Unite, al Parlamento Europeo e al Governo Italiano che il 2015 venisse dichiarato anno della memoria e il 24 aprile di ogni anno giorno dedicato a ricordare il sacrificio di un popolo che ha pagato con la morte di circa un milione e mezzo di persone il disegno sterminatore dei turchi ottomani. A quella richiesta, avanzata in varie sedi, non abbiamo mai ricevuto una risposta.


  • Papa Francesco: quello degli armeni è il primo genocidio del XX secolo

    «La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo, ha colpito il vostro popolo armeno, prima nazione cristiana». «Quella tragedia – ha detto papa Francesco all’inizio della messa in San Pietro a 100 anni dal martirio – , ha colpito il popolo armeno insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi». «Le altre due furono quelle perpetrate dal nazismo […]


  • Genocidio, Armeni d’Italia: grave atteggiamento della Turchia sulle parole del Papa

    «Non riesco a credere che la Turchia sia così poco diplomatica da convocare il nunzio apostolico per criticare il Papa. Se non fosse così, conoscendo la grande diplomazia turca, sarebbe un salto indietro anni luce nella loro politica e una cosa fuori dal mondo e sarebbe stupido avere una reazione del genere. Io ho questa speranza». Così il presidente dell’Unione Armeni d’Italia Baykar Sivazliyan, commenta l’iniziativa del governo turco di convocare il nunzio apostolico ad Ankara, monsignor Antonio Lucibello, dopo le parole di papa Francesco. «Speriamo che la convocazione dell’ambasciatore vaticano da parte del governo […]


  • Io sono armeno. Ես հայ եմ

    (Alessandro Aramu) – Da qualche mese nel mio DNA c’è anche l’Armenia. Il mio patrimonio genetico è fatto di tutti i luoghi che ho visitato, di tutte le persone che ho incontrato, di tutti gli sguardi che ho incrociato. C’è un pezzo di loro in tutte le cose che faccio, in tutto ciò che credo.
    Da qualche mese sono anche armeno, figlio adottivo di quel genocidio che ha sterminato cento anni fa milioni di persone. Lo sono in particolar modo da quando ho intervistato gli ultimi sopravvissuti, in una cavalcata di emozioni e pulsioni che mi ha portato in quel paese schiacciato tra la Turchia e l’Azerbaigian.
    Sono loro ad avermi chiesto di ricordare quelle persecuzioni, quell’odio, quella ferocia che da un secolo si portano dentro. Un crimine che non dimenticano. Che nessuno deve dimenticare.
    Le mani intrecciate sul rosario di Aharon, lo sguardo fiero di Silvard e la forza di Andranik sono la ragione che mi ha spinto a raccontare le loro storie, fatte di strappi, di lacerazioni, di affetti impossibili da ricongiungere. Di luoghi che non potranno più visitare perché qualcuno ha violentato, ma non ucciso, la loro identità di popolo.
    Fotografie sparse su un tavolo, ricordi che si perdono nel tempo, quando ancora si era bambini e tutto sembrava avvolto da innocenza e ingenuità.


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Eglise-orthodox
Maaloula terra del cristianesimo, città fantasma, nessuno può entrare a causa dei colpi dei cecchini . noi siamo entrati camminando per ore nella notte scura.
 
oggi 26 0ttobre una nostra missione è terminata in Siria il team: Tony Capuozzo, Talal Khrais e Shadi Martak. programma Terra su Rete 4. io rimarró.
Un lavoro straordinario, pieno di rischi, tutto questo per far conoscere la vera storia della Siria.
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