I Comuni Sardi di Ortacesus e Villaspeciosa più vicini al Libano

MissioneOrtacesusAssadakah Sardegna, in collaborazione con la sede nazionale di Assadakah, ha accompagnato con successo due comuni della provincia di Cagliari, Ortacesus e Villaspeciosa, in un processo di costruzione di buone relazioni con due comuni libanesi, Ain Zhalta (Chouf) e Yanouh (settore Tyro), conclusosi il 25 marzo scorso con la stipula di un patto di gemellaggio. Alla missione hanno preso parte il segretario generale del Centro Italo Arabo Talal Khrais, i sindaci dei comuni di Villaspeciosa e Ortacesus, rispettivamente Elio Mameli e Fabrizio Mereu, i sindaci dei comuni di Ain Zhalta e Yanouh, rispettivamente Edward Mghaghab e Ali Youssef Jaber ed alcuni assessori e rappresentanti comunali. I sindaci sardi sono giunti in Libano con l’obiettivo di instaurare buoni rapporti di collaborazione e dar vita a progetti di cooperazione internazionale con i comuni libanesi da poter presentare a valere sugli strumenti di finanziamento regionali, nazionali e comunitari. La missione è stata denominata: “Difendere la pace e tutelare i cedri del Libano” per sottolineare l’impegno dei comuni italiani per la pace nei Paesi dei Cedri e sostenere lo sviluppo congiunto dei comuni gemellati.
Durante la permanenza in Libano, la delegazione italiana ha avuto modo di fare incontri ufficiali e di alto livello. La delegazione ha incontrato a Palazzo Mokhtara Lady Nora Joumblatt, presidente del Festival di Beit ed Din, e Randa Berri, presidente del Festival di Tyro. Un altro incontro molto significativo è stato quello con il responsabile delle relazioni esteri di Hezbollah, lo Sheik Ali Dagmoush, e con il segretario generale del partito socialista progressista libanese Charif Fayad.
Inoltre, la delegazione italiana, accompagnata dai sindaci libanesi, ha visitato e salutato il contingente italiano nella zona di Maarakah, rappresentato dal colonnello Franco Galletti e dal capitano Roberto Pace. La missione si è conclusa, infine, con la visita all’Ambasciata italiana a Beirut impegnata attivamente con la popolazione libanese.
La stipula del patto di gemellaggio è stata accompagnata da una vera e propria festa che ha coinvolto tutti i cittadini dei due comuni libanesi gemellati. Alla festa di Yanouh hanno partecipato anche i militari del contingente italiano, impegnato nella missione di pace Unfil 2, testimoniando ancora una volta l’impegno dell’Italia a favore della popolazione locale duramente colpita dal dramma della guerra nel sud del Libano.
L’evento ha avuto una certa risonanza in Libano ed è stato seguito con interesse dai principali quotidiani libanesi (An Nahar e As Safir) e dai principali telegiornali locali.
L’Ambasciatore Gabriele Checchia e il rappresentante del MAE dott. Jacobo Monzini, dal canto loro, hanno espresso grande soddisfazione per la missione dei sindaci sardi.
Con questo gemellaggio, Assadakah Sardegna e tutta la delegazione dei sindaci sono riusciti a sviluppare ottime relazioni con i comuni libanesi e costruire solide partnership che vedranno a breve la nascita di nuovi progetti di cooperazione.
Ad oggi, sono molti i comuni italiani che, supportati anche da Assadakah, hanno intrapreso la via della cooperazione decentrata, avvalendosi della diplomazia fra popoli e del protagonismo delle piccole realtà per inventare una nuova cooperazione, che si fonda sull’amicizia e sull’aiuto reciproco.
E’ ormai riconosciuta in ambito internazionale, nel quadro delle strategie più idonee di lotta alla povertà la rilevanza acquisita dall’azione di cooperazione allo sviluppo, attuata in forma di partenariato fra soggetti omologhi delle amministrazioni locali e della società civile organizzata dei Paesi del Nord e del Sud del Mondo. La cooperazione decentrata, dunque, oltre ad aver rappresentato presumibilmente l’unica concreta risposta, in termini di efficacia e sostenibilità degli interventi realizzati, alla crisi che ha colpito la cooperazione internazionale allo sviluppo negli anni Ottanta e Novanta, sì è altresì rivelata un valido strumento per il superamento delle tradizionali ed oramai obsolete categorie di cooperazione governativa.
La partecipazione delle comunità, dei gruppi e degli individui direttamente interessati dall’intervento, in tutte le fasi del ciclo di vita dei progetti è un elemento trasversale della formulazione di progetti, di una crescita sociale e di uno sviluppo sostenibile nel tempo. Lo sviluppo partecipativo rappresenta un approccio innovativo nel campo della cooperazione internazionale e della solidarietà sociale. Esso mira a correggere una contraddizione della cooperazione sociale secondo la quale, nei processi di mutamento programmato, il ruolo principale sarebbe svolto dai pianificatori (politici, diplomatici e tecnici esperti), depositari di un sapere ma che molto spesso programmano “a tavolino”, piuttosto che dai protagonisti di quel mutamento.

Yanouh (Tyro-Libano) e Villa Speciosa (Sardegna-Italia)

Accordo Yanouh -Villa Speciosa

Ain Zhalta (Libano-Chouf) e Ortacesus (Sardegna-Italia)

Accordo Otacesus Ain Zhalta

Sadali (Cagliari -Italia) e Houmine Tahta (Nabatieh-Liibano)

Sadali Houmine

Rub Thalatheen (Sud Libano) Escolca (Sardegna Italia)

Accordo Escolca Rub Thalatheen

Normativa

Reportage Fotografici

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